Un nome nuovo si vede subito: nel logo, nei biglietti da visita, nella firma delle mail. Su un sito cresciuto negli anni il vecchio nome resta anche nei posti che si guardano meno: i moduli, le notifiche, i modelli di pagina. Per Filiera dell’Impatto abbiamo lavorato su tutti e due i piani. Davanti, pagine nuove con il marchio nuovo. Dietro, modelli, codice e moduli rimessi in ordine.
Il cliente: Filiera dell’Impatto, Società Benefit a Imola
Filiera dell’Impatto affianca imprese, enti non profit e Comuni con percorsi di strategia, sostenibilità, governance, misurazione e rendicontazione degli impatti. Si presentano come pionieri del Report Integrato nelle Pubbliche Amministrazioni, e sul sito trovi anche i loro, dal 2018 al 2024. Nel 2026, dopo otto anni, Sara Cirone Group Società Benefit è diventata Filiera dell’Impatto: un’espressione che usavano già nel 2021, e che ora è anche il loro nome.
La sfida: accompagnare il cambio di nome
Il lavoro è partito come un sito nuovo con il marchio nuovo. Strada facendo abbiamo fatto l’inventario completo, compreso quello che avevamo aggiunto noi: 37 modelli e componenti Elementor, di cui 29 ormai inutilizzati (15 risalivano al 2019), e codice su misura distribuito fra sei sistemi diversi. Negli articoli, i titoli dei contenuti consigliati e dell’invito finale erano marcati come titoli principali: cinque per pagina.
Poi i moduli. Quello in fondo agli articoli aveva ancora come destinatario una casella esterna, con l’intestazione del vecchio marchio. Il 1° settembre, controllando i moduli campo per campo, abbiamo trovato altre sei impostazioni, fra seconde notifiche e indirizzi di risposta, che facevano riferimento al vecchio dominio.
Il cambio di nome, insomma, passava dalla grafica e insieme dalle impostazioni.
Il sito, oggi

La home da computer: la terracotta del marchio, i fondi color sabbia e le colline in apertura.

Da telefono il titolo arriva per primo e la foto lo segue.

Le pagine dei servizi aprono con testo e immagine affiancati.

I Report Integrati dal 2018 al 2024, ognuno con la sua copertina.
Cosa abbiamo costruito
- Il marchio nuovo in ogni pagina: i colori del logo, un solo carattere e una sola scala tipografica per tutto il sito, una foto d’apertura scelta pagina per pagina.
- I loro testi al centro: il copy è del cliente, approvato da loro. Quando una frase lunga allungava un riquadro, abbiamo adattato l’impaginazione alle parole.
- Un impianto in ordine: dei 37 modelli e componenti Elementor ne restano 8, quelli che lavorano. Prima e dopo il riordino abbiamo confrontato lo stile di otto pagine, 24.700 dichiarazioni CSS: tutte identiche.
- Immagini alleggerite: le foto più pesanti superavano i 2 MB, e quelle preparate per la stampa ora sono convertite per lo schermo. Il file delle colline della home è passato da 2.220 a 191 KB.
- Moduli aggiornati: tutti e cinque sono configurati per mandare le richieste alla casella del cliente, con il nome nuovo.
- Il blog in ordine: un titolo principale per articolo, quello dell’articolo stesso; date all’italiana; un indice dedicato ai titoli interni dell’articolo; commenti chiusi in partenza.
- Pronti per Google e per LinkedIn: titolo e descrizione scritti per ogni pagina e articolo, i dati strutturati che Google legge, e un’anteprima con immagine quando qualcuno condivide un link. Per una società di consulenza che vive di relazioni, quel link è un biglietto da visita.
- Le basi della sicurezza: le intestazioni che i software di valutazione della sicurezza vanno a cercare.
Controllato, pagina per pagina
Il 26 agosto abbiamo controllato 21 fra pagine e articoli, da computer e da telefono: un titolo principale ciascuno, tutte le immagini con il testo alternativo, 28 collegamenti interni funzionanti. La sera stessa sono arrivate dal cliente 21 richieste di ritocco su sei pagine e sul piede del sito, e il giorno dopo erano tutte fatte. Le rifiniture sono proseguite a settembre.
Nella nostra prova dell’8 ottobre, con un telefono simulato e la cache vuota, la home scarica circa 1,3 MB in 54 file e mostra il contenuto principale in 0,8 secondi (la mediana di tre prove).
Quello che ci portiamo a casa
Una delle correzioni più utili stava in un campo delle impostazioni di un modulo, invisibile a chi visita il sito. Una grafica fuori posto salta all’occhio. Un destinatario da aggiornare si nasconde nelle impostazioni. Per questo, quando rifacciamo un sito, controlliamo anche destinatari, seconde notifiche e indirizzi di risposta, uno per uno.
Lo trovi qui: filieradellimpatto.com.
Hai cambiato nome, o stai per farlo? Prenota una call: la prima è in regalo, e ti diciamo da dove partire.