Arriva luglio, sale l’afa, parte la prima ondata di “sono in spiaggia”. E come per magia, metà delle attività sparisce dai radar: niente post, niente novità, silenzio totale fino a settembre. Peccato che i tuoi clienti, ad agosto, non vadano in vacanza dalla testa. Continuano a cercarti, a scrollare, a chiedersi se sei aperto o chiuso. E se non trovano risposta, la trovano da qualcun altro.

Il bello del marketing estivo è che gioca facile: c’è sole, c’è buonumore, c’è gente che ha più tempo per guardare il telefono sotto l’ombrellone. Che tu resti aperto a servire turisti e clienti, o che chiuda per ferie con la serranda giù, l’estate non è una pausa dal marketing: è una stagione tutta sua, con le sue regole. Vediamo come cavalcarla, qualunque sia il tuo scenario.

L’errore numero uno: sparire e basta

Diciamolo subito, così ce lo togliamo dai piedi. L’errore più comune in estate non è “comunicare poco”. È smettere di comunicare di colpo, senza spiegare nulla. L’ultimo post è del 18 giugno, la scheda Google dice “aperto” ma tu sei a Cesenatico da tre settimane, e chi passa davanti alla saracinesca abbassata non sa se torni a settembre o se hai chiuso per sempre.

Il silenzio non è neutro: viene interpretato. E quasi sempre nel modo peggiore. La buona notizia è che evitarlo costa pochissimo, anche mezz’ora di lavoro fatta bene a giugno. Da qui in poi, due strade.

Scenario A: resti aperto (e l’estate è un’occasione d’oro)

Se la tua attività tira d’estate, magari grazie al turismo della riviera, allora questo è il tuo momento. C’è più gente in giro, più tempo libero, più voglia di concedersi qualcosa. Devi solo farti trovare al posto giusto.

Sfrutta la stagione, non subirla

Vuoi una mano a tenere viva la presenza sui social anche nei mesi caldi? Diamo un’occhiata insieme al nostro servizio di social media marketing a Imola: l’estate è il periodo in cui un piano fatto bene rende di più.

Scenario B: chiudi per ferie (e va benissimo, se lo dici bene)

Chiudere ad agosto è sacrosanto: anche tu hai diritto al mare. Il punto non è se chiudi, ma come lo comunichi. Una chiusura gestita male sembra un’attività che boccheggia. Una chiusura gestita bene è un’attività solida che si concede una pausa, con stile.

Comunica la chiusura in modo limpido

Resta nella testa dei clienti anche da chiuso

Qui sta il trucco da professionisti: chiudere la serranda non significa sparire. Significa programmare. Prima di partire, prepara qualche contenuto leggero da far uscire durante le ferie, una foto, una citazione, un ricordo dell’anno, e impostalo in anticipo. Così il tuo profilo respira anche mentre tu sei in amaca, e a settembre non riparti da zero.

Programmare i post: il tuo migliore amico d’estate

La parola magica dell’estate è programmazione. Un pomeriggio di giugno, seduto al fresco, prepari due o tre settimane di contenuti e li metti in coda. Strumenti di pianificazione, o anche la semplice programmazione nativa di alcuni social, ti permettono di decidere oggi cosa esce il 12 agosto alle 18.

Il risultato? La tua attività sembra sempre presente e attiva, mentre tu ti godi il bagno senza il telefono in mano. È lavoro fatto una volta che lavora per settimane: il sogno di ogni imprenditore.

Idee di contenuto estivo (da rubare senza ritegno)

Mini-esempio: una trattoria e un negozio a Imola

Una trattoria imolese che resta aperta: aggiorna gli orari estivi su Google, lancia il “menù del fresco” sotto le stelle, posta tre volte a settimana le foto dei piatti al tramonto e risponde alle recensioni dei turisti di passaggio per il Circuito. Ad agosto è piena mentre gli altri si lamentano.

Un negozio di abbigliamento che chiude due settimane: a fine luglio pubblica un post di saluto con le date, imposta gli orari speciali su Google, programma tre contenuti soft durante la chiusura (“torniamo il 25 con la nuova collezione!”) e prepara già la vetrina di settembre. Riapre e i clienti lo stavano aspettando.

Prepara la ripartenza di settembre (già adesso)

Settembre è il vero capodanno delle attività: la gente torna carica, vuole ripartire, è pronta a comprare. Arrivarci preparato fa la differenza. Pensa fin da ora alla prima offerta post-ferie, al post di “bentornati”, alla novità di stagione. Così, mentre gli altri si stiracchiano ancora, tu sei già in pista.

Se vuoi un piano cucito su misura per la tua attività, estate, ripartenza e tutto il resto, dai un’occhiata ai nostri servizi di marketing oppure scrivici dalla pagina contatti: due chiacchiere non costano nulla, e a volte cambiano la stagione.

Domande frequenti sul marketing estivo

Devo per forza pubblicare contenuti se chiudo per ferie?

Non “per forza”, ma conviene. Bastano due o tre contenuti programmati per non sparire del tutto e tenere il profilo vivo. L’importante è aver comunicato chiaramente le date di chiusura e riapertura su Google, social e sito.

Qual è il contenuto che funziona di più in estate?

I contenuti leggeri e visivi: foto luminose, brevi video, storie con sondaggi. D’estate la gente scrolla rilassata e cerca emozione, non testi lunghi. Sfrutta la luce naturale e i colori della stagione.

Come gestisco la scheda Google quando chiudo per ferie?

Vai su Google Business Profile e imposta gli “orari speciali” per il periodo di chiusura, indicando la data di riapertura. Google mostrerà lo stato corretto ed eviterai che i clienti arrivino davanti alla saracinesca senza saperlo.

Conviene fare offerte stagionali anche se la mia attività non è turistica?

Sì. Un’offerta a tema estivo dà un motivo in più per comprare anche ai clienti abituali e crea movimento in un periodo spesso più lento. Non serve il turismo: serve un’idea fresca e ben comunicata.

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L’estate non è il momento di nasconderti: è il momento di brillare, o di salutare bene e tornare più forte. Scegli il tuo scenario, programma quattro cose e goditi il sole con la coscienza a posto. E zò!

Scritto da

Luca Masrè Passaro

Fondatore di Marketing Romagnolo, la web agency di Imola. Autore del libro «Manuale di sopravvivenza» e voce dell'omonimo podcast. Aiuta le attività del territorio a farsi trovare su Google e a trasformare l'attenzione in clienti veri.

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