C’è una paura che blocca chiunque debba rifare il proprio sito: “E se Google mi dimentica?”. Anni di posizionamento, pagine che finalmente si trovavano, traffico costruito con fatica… spazzati via da un sito nuovo fatto male. Per Filiera dell’Impatto abbiamo fatto l’esatto contrario: cambiato tutto, senza perdere niente. Ti raccontiamo come.
Il cliente: Filiera dell’Impatto, la sostenibilità che si misura
Filiera dell’Impatto è una società di consulenza in sostenibilità e misurazione d’impatto: bilanci integrati, transizione ESG, governance e sviluppo dei territori, per aziende, non profit e Pubbliche Amministrazioni. È tra le prime realtà in Italia a costruire bilanci integrati per le PA. Tradotto: competenza alta, autorevolezza, clienti istituzionali. Un brand così non può permettersi un sito qualunque.
La sfida: un rebranding senza buttare via il passato
Il cliente aveva deciso un rebranding aziendale e un sito completamente nuovo. La veste grafica del nuovo marchio l’ha curata il loro grafico di fiducia; a noi è toccato il pezzo più delicato: costruire il nuovo sito senza perdere l’indicizzazione su Google e senza buttare via i contenuti di valore accumulati negli anni. La parte che, se sbagliata, manda in fumo tutto il lavoro fatto fino a quel giorno.
Cosa abbiamo fatto
- Costruzione del nuovo sito. Abbiamo realizzato il nuovo sito web, dando forma digitale al rebranding curato dal loro grafico: solido, ordinato, all’altezza di un consulente istituzionale.
- Migrazione dei contenuti migliori. Abbiamo selezionato e trasportato sul nuovo sito i contenuti più forti del vecchio — quelli che lavoravano davvero — senza disperdere valore.
- Indicizzazione Google mantenuta. Il cuore del lavoro: gestione corretta dei reindirizzamenti, continuità della struttura e SEO sul nuovo sito, per dire a Google “è sempre lo stesso, solo migliore”. Niente crollo di traffico, niente pagine perse.
- Ottimizzazione UX. Abbiamo curato l’esperienza d’uso — navigazione chiara, contenuti leggibili, percorsi semplici — perché un sito di consulenza deve essere autorevole e facile da usare.
Il risultato: tutto nuovo, niente perso
Filiera dell’Impatto si è ritrovata con un sito nuovo, coerente col rebranding e più usabile, ma con il posizionamento Google intatto. Nessun “buco” di traffico, nessuna ripartenza da zero: la transizione che la maggior parte delle aziende teme — e che spesso fa danni — qui è passata liscia. Il passato non è stato cancellato: è stato portato avanti.
Perché ha funzionato
Perché rifare un sito non è “rifare la grafica”: è un’operazione tecnica dove i dettagli invisibili (reindirizzamenti, URL, continuità dei contenuti) fanno la differenza tra mantenere anni di posizionamento o perderli in una notte. La grafica è la pelle; l’indicizzazione è lo scheletro. Noi ci occupiamo che, cambiando la prima, il secondo resti saldo.
Lo trovi qui: filieradellimpatto.com.
Devi rifare il tuo sito ma hai paura di perdere Google? Una call gratuita e ti spieghiamo come cambiare tutto senza perdere niente. E zò.
Domande frequenti
Rifacendo il sito si perde il posizionamento su Google?
Solo se la migrazione è fatta male. Con i reindirizzamenti corretti, la continuità della struttura e una buona SEO sul nuovo sito, il posizionamento si mantiene: per Filiera dell’Impatto l’indicizzazione è rimasta intatta nonostante il sito completamente nuovo.
Come si mantiene l’indicizzazione durante un rebranding?
Mappando i contenuti vecchi, impostando i redirect verso le nuove pagine, conservando ciò che già funzionava e curando la SEO del nuovo sito. È un lavoro tecnico, ma è ciò che evita il crollo di traffico.
Posso cambiare grafica e brand senza rifare tutto da zero su Google?
Sì. Il rebranding tocca la parte visiva; con una migrazione gestita bene puoi rinnovare immagine e sito mantenendo la presenza e il posizionamento già conquistati.