Pensa all’ultima cena in cui sei capitato a tavola con un tizio che, per mezz’ora, ha parlato solo di sé. La sua macchina nuova. I suoi affari che vanno alla grande. Quella volta che lui aveva ragione e tutti gli altri torto. Tu annuivi, sorridevi, ma dentro pensavi una cosa sola: “Quando arriva il momento di alzarmi a prendere da bere e cambiare tavolo?”. Non perché fosse cattivo. Solo perché di lui, in fondo, non ti fregava niente. Volevi parlare delle tue cose.

Ecco la verità scomoda: il tuo sito, il tuo volantino, il tuo ultimo post sui social, molto spesso sono quel tizio. Parlano di te, della tua azienda, di quanto sei bravo e da quanti anni sei sul mercato. E il cliente, dall’altra parte, fa esattamente quello che facevi tu a cena: cerca la scusa per andarsene. Chiude la pagina. Butta il volantino. Scrolla via.

Prendi il tuo sito adesso. Leggi la prima frase ad alta voce. Quante volte compaiono “noi”, “la nostra azienda”, “offriamo”, “siamo leader”? Se la risposta è “parecchie”, non ti preoccupare: hai appena trovato il problema, ed è il problema più comune e più costoso che esista. Oggi non te lo spieghiamo in teoria. Te lo facciamo sistemare, frase per frase, con una checklist da tenere sul bancone.

La regola n.1 del marketing (quella che ignorano tutti)

La regola è una sola, ed è brutale: al cliente non frega niente di chi sei e cosa fai. Gli frega cosa ci guadagna lui.

Non è cinismo, è natura umana. La stessa che ti faceva guardare l’orologio a quella cena. Il cliente non si sveglia la mattina pensando alla tua azienda: si sveglia con un problema da risolvere, un desiderio da soddisfare, una rogna da togliersi di torno. Tu, per lui, sei interessante solo nella misura in cui c’entri con quella roba lì. Punto.

Questo non vuol dire che chi sei non conta. Conta eccome. Ma conta dopo. Prima lo agganci sul suo problema, poi gli dimostri che sei tu quello giusto a risolverlo. L’errore mortale è invertire l’ordine: iniziare da te e sperare che lui abbia la pazienza di arrivare al punto. Non ce l’ha. Nessuno ce l’ha.

Il test dei 5 secondi: fallo adesso

Apri la home del tuo sito e conta fino a cinque. In questi cinque secondi un visitatore deve aver capito una cosa sola: “qui risolvo il mio problema”. Se invece in cinque secondi ha letto la tua storia, la data di fondazione o quanto sei appassionato del tuo lavoro, hai già perso. Lui è già al tavolo accanto.

Non ti serve un’agenzia per fare questo test. Ti serve solo onestà. Fallo ora, prima di andare avanti. È scomodo, lo sappiamo. Ma è da lì che si parte.

La domanda magica: “E quindi, per il cliente?”

È lo strumento più potente che hai, ed è gratis. Ogni volta che scrivi una frase su di te, aggiungi mentalmente: “E quindi, per il cliente, cosa cambia?”. La risposta a quella domanda è il vero messaggio. Tutto il resto è premessa che a lui non interessa.

Esempio. Scrivi: “Usiamo materiali di alta qualità”. E quindi, per il cliente? “Quindi il tuo mobile dura vent’anni e non lo ricompri tra due”. Ecco. La seconda frase è quella che vende. La prima parla di te, la seconda parla del suo portafoglio. È sempre questione di tradurre una caratteristica (cosa fai tu) in un beneficio (cosa ci guadagna lui).

La checklist: gira ogni frase dal “noi” al “tu”

Tieni questa lista sul bancone e passaci sopra ogni testo che scrivi, prima di pubblicarlo. Sono cinque passi, in ordine:

Prima e dopo: 4 esempi concreti

Queste sono frasi che usano tutti, ogni giorno, a Imola e ovunque. A sinistra come le scrivi adesso, a destra come dovresti scriverle. Copiale, adattale, usale.

Noti lo schema? A sinistra parli tu. A destra parla la sua giornata, il suo problema, il suo sollievo. È lo stesso identico servizio, raccontato dal lato che gli interessa. Non hai cambiato cosa vendi: hai cambiato a chi stai parlando.

I 3 errori comuni (che fai anche tu)

Quando inizi a girare le frasi, cadi facilmente in tre trappole. Te le segnaliamo così le riconosci al volo:

Il punto, in due righe

Smetti di essere il tizio che parla solo di sé a cena. Il tuo cliente non è scortese se non ti ascolta: è solo umano. Dagli un motivo per restare al tavolo, e quel motivo è sempre lo stesso: cosa ci guadagna lui. Gira ogni frase, mettilo al centro, e i tuoi testi smettono di essere rumore e iniziano a portare clienti.

Se vuoi che a girare ogni frase del tuo sito ci pensiamo noi, parlando come parli tu ma vendendo come dovresti, scrivici. Raccontaci cosa fai e a chi, e ti diciamo da dove partire. E zò.

Domande frequenti

Cosa significa che al cliente non frega chi sei o cosa fai?
Significa che non legge il tuo sito per conoscere la tua storia, ma per capire se risolvi un suo problema. Non gli interessa l’anno di fondazione: gli interessa cosa ci guadagna lui. Il tuo lavoro è girare ogni frase dal suo punto di vista, da caratteristica a beneficio.

Come trasformo una caratteristica in un beneficio?
Aggiungi a ogni frase la domanda “E quindi, per il cliente, cosa cambia?”. La risposta è il vero messaggio. “Usiamo materiali di alta qualità” diventa “Il tuo mobile dura vent’anni”. La caratteristica parla di te, il beneficio parla del suo portafoglio. È la base del copywriting che vende davvero.

Parlare di sé è sempre sbagliato?
No. Chi sei conta, ma viene dopo. Prima agganci il cliente sul suo problema, poi la tua storia diventa la prova che mantieni la promessa. L’errore è iniziare da te. Se ti chiedi perché, anche quando sembra interessato, spesso la gente non compra, è qui che inizia la risposta.

Vale anche per un ristorante o un idraulico?
Vale soprattutto per loro. Più sei locale e concreto, più questa regola sposta clienti veri. È lo stesso principio per cui il marketing fatto bene parte sempre dal cliente, mai da te. E quando parli, conta anche il tono con cui lo fai: parla come mangi.

Tutto questo è il primo mattone di una cosa più grande: dire a chi sei e perché scegliere te invece di un altro. Si chiama brand positioning, e senza non vai lontano.

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Scritto da

Luca Masrè Passaro

Fondatore di Marketing Romagnolo, la web agency di Imola. Autore del libro «Manuale di sopravvivenza» e voce dell'omonimo podcast. Aiuta le attività del territorio a farsi trovare su Google e a trasformare l'attenzione in clienti veri.

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