“Non so più cosa postare.” È la frase che sentiamo di più dagli artigiani e dai negozianti di Imola. Stanno lì davanti allo schermo, il cursore che lampeggia, la testa vuota come il frigo di un single il primo del mese. E intanto pensano che per fare contenuti serva chissà quale fantasia da pubblicitario di Milano.
E invece no. Le idee per i tuoi contenuti ce le hai già. Sono lì, le senti ogni giorno e nemmeno te ne accorgi. Te lo dimostriamo con una cosa semplice che chiamiamo il Test del Bancone.
Cos’è il Test del Bancone
Il Test del Bancone è la regola più facile del mondo: ogni domanda che un cliente ti fa di persona è un contenuto. Punto. Ogni volta che qualcuno entra, ti ferma per strada, ti scrive su WhatsApp o ti chiama, e ti chiede qualcosa, quello è oro che non stai usando.
Pensaci. Se un cliente te lo chiede al bancone, vuol dire che cento altri se lo stanno chiedendo a casa, davanti a Google, senza il coraggio di entrare. Tu rispondi a uno; con un contenuto rispondi a tutti gli altri in una volta sola. È come avere un megafono puntato esattamente sulle persone che ti servono.
Perché funziona meglio di mille idee inventate
Il bello di questo metodo è che non ti inventi niente. Le idee “geniali” buttate giù a tavolino quasi sempre cadono nel vuoto, perché parlano di cose che a te sembrano importanti ma al cliente no. Le domande del bancone invece arrivano direttamente dal cliente vero, in carne e ossa. Sono i suoi dubbi, le sue paure, le sue curiosità.
Tradotto: parli esattamente di quello che la gente vuole sapere. Solo contenuti utili, niente riempitivi. E come bonus, sono spesso le stesse parole che la gente digita su Google. Quindi un contenuto nato da una domanda al bancone ha anche più possibilità di farsi trovare.
Come trovare 50 idee in una settimana
Cinquanta sembrano tante, vero? Eppure le raccogli senza sforzo. Ti basta tenere le orecchie aperte e un foglietto a portata di mano. Ecco il metodo, passo per passo.
1. Tieni un “quaderno delle domande”
Per una settimana, ogni volta che un cliente ti chiede qualcosa, scrivilo. Sul telefono, su un post-it, sul retro dello scontrino, dove ti pare. Non filtrare, scrivi tutto: anche le domande che ti sembrano sceme. Quelle “sceme” spesso sono le migliori, perché te le fanno in tanti.
2. Chiedi anche a chi lavora con te
Il commesso, la ragazza alla cassa, il garzone in officina. Loro sentono domande diverse dalle tue. Una mezza giornata a confrontarvi e il quaderno si riempie da solo.
3. Guarda i messaggi che hai già ricevuto
Apri WhatsApp, le mail, i messaggi sui social. È pieno di domande vere che ti hanno già fatto. Copiale. Hai appena trovato altre venti idee senza muoverti dalla sedia.
Esempi pratici, mestiere per mestiere
Per farti vedere quanto è facile, ecco cosa diventa il Test del Bancone per qualche attività di Imola.
- Parrucchiere: “Quanto dura una piega prima di lavare?”, “Il colore fa male ai capelli?”, “Posso passare senza appuntamento il martedì?”. Tre domande, tre video da girare in trenta secondi.
- Idraulico: “Perché l’acqua calda arriva a singhiozzo?”, “Conviene riparare o cambiare la caldaia?”, “Quanto costa scrostare il calcare dai rubinetti?”. Tre articoli che rispondono a chi sta per chiamarti.
- Ristorante: “Avete opzioni senza glutine?”, “Si può prenotare per il compleanno?”, “I cappelletti sono fatti in casa?”. Tre post che fanno venir fame e fanno prenotare.
- Negozio di scarpe: “Come capisco la mia misura?”, “Queste scarpe si possono risuolare?”, “Fate il reso se non vanno bene?”. Tre contenuti che tolgono i dubbi prima dell’acquisto.
Visto? Da quattro attività sono già usciti dodici contenuti, e abbiamo grattato appena la superficie. Continua per una settimana e i cinquanta li superi senza accorgertene.
Dalla domanda al contenuto: come si fa in pratica
Una volta che hai la lista, non serve trasformarla in un trattato. Per ogni domanda ti basta:
- Ripetere la domanda così com’è (è il titolo perfetto, perché è quello che cerca la gente).
- Rispondere come faresti al bancone, in modo semplice e onesto (qui aiuta saper fare copywriting che vende senza sembrare un robot).
- Aggiungere un consiglio in più che il cliente non si aspettava: è quello che ti fa sembrare bravo.
- Dire cosa fare adesso: passa a trovarci, scrivici, prenota.
Lo stesso contenuto poi lo riusi ovunque: un post sui social, un breve video, una sezione del sito con le domande frequenti. Una domanda raccolta al bancone, tre o quattro contenuti che ne escono. Questa è la differenza tra chi suda per trovare idee e chi le ha già sotto il naso.
Insomma: la miniera ce l’hai già in casa
Non ti serve la fantasia del creativo né l’agenzia di grido che ti vende la “strategia rivoluzionaria”. Ti serve ascoltare quello che i clienti ti dicono già tutti i giorni. Il Test del Bancone trasforma il lavoro che fai comunque (rispondere alle domande) in contenuti che ti portano nuovi clienti. Gratis, e senza mal di testa.
Se poi vuoi una mano a trasformare quelle cinquanta domande in un piano di contenuti che gira da solo, noi siamo qui dietro l’angolo: dai un’occhiata ai nostri servizi e facciamo due conti davanti a un caffè. Tu porta il quaderno delle domande. E zò!