Apri il blog della tua attività e leggi l’ultimo articolo. “Siamo lieti di annunciare che abbiamo partecipato alla fiera di settore.” Ecco. Se il tuo blog suona così, non è un blog: è un diario. E i diari, lo sai, li legge solo chi li scrive (e a volte nemmeno quello).

Il bello è che un blog aziendale, fatto come si deve, può diventare la cosa che ti porta clienti mentre tu dormi. Mica magia: è che le persone, prima di comprare, cercano. E se trovano te che rispondi alle loro domande, hai già messo un piede in casa loro. Vediamo i cinque pilastri per trasformare il diario in una macchina da clienti.

Pilastro 1: Scrivi per chi cerca, non per chi sa già tutto

Il primo errore degli artigiani e delle PMI è scrivere come parlerebbero a un collega. Termini tecnici, sigle, abbreviazioni del mestiere. Peccato che il cliente non sia un collega: è uno spaventato che ha un problema e non sa come si chiama.

Il signore con la caldaia che fa rumori strani non cerca “manutenzione straordinaria impianti termici a condensazione”. Cerca “caldaia fa rumore quando parte”. Se il tuo articolo è scritto con le sue parole, ti trova. Se è scritto in burocratese, ti saluta. Scrivi come parla il cliente al bancone, non come scrive l’ingegnere nel preventivo.

Pilastro 2: Un articolo, una domanda, una risposta

Niente articoli minestrone che parlano di dieci cose insieme. Ogni pezzo deve rispondere a una domanda precisa che il tuo cliente si fa davvero. Una domanda, una risposta completa, fine.

Sei un elettricista a Imola? Ecco articoli che la gente cerca davvero (e che con un po\u2019 di copywriting diventano calamite per clienti):

Ognuno di questi è un amo nell’acqua. Più ne metti (fatti bene), più pesci abboccano. E ogni articolo continua a lavorare per anni, perché quella domanda la gente continua a farsela.

Pilastro 3: Dimostra, non dire

“Siamo professionali, seri, affidabili.” Lo dicono tutti, compreso quello che poi ti lascia il cantiere a metà. Le parole valgono zero: conta quello che mostri.

Invece di scrivere “facciamo lavori di qualità”, racconta un lavoro vero. Il bagno che hai rifatto: com’era prima, cosa proponevi tu, com’è venuto. Le foto del prima e dopo valgono più di tre paragrafi di aggettivi. Il cliente non vuole la tua autocelebrazione, vuole capire se sai fare la cosa che serve a lui. Fagli vedere che l’hai già fatta per uno come lui.

Pilastro 4: Ogni articolo deve portare da qualche parte

Un articolo che finisce e basta è un autobus senza fermata: la gente sale, gira un po’ e scende dov’era. Devi sempre indicare il passo successivo. Non in modo aggressivo, ma chiaro.

Alla fine del pezzo sulla caldaia che fa rumore, ci sta benissimo: “Se il rumore non passa, meglio non rischiare: scrivici e veniamo a dare un’occhiata.” Alla fine dell’articolo sui costi dell’impianto: “Vuoi un numero cucito su casa tua? Mandaci la piantina, ti facciamo un preventivo serio.” Il blog non è solo per farsi leggere, è per far muovere chi legge. \u00c8 il cuore di un content marketing che porta clienti: ogni contenuto deve portare da qualche parte.

E qui c’è un dettaglio che molti dimenticano: il passo successivo, di solito, è una pagina del tuo sito. Per questo il blog e il sito devono essere pensati insieme, non come due cose separate. Un sito fatto bene trasforma il lettore curioso in qualcuno che ti contatta davvero, perché trova subito i pulsanti giusti, i contatti, le informazioni che cerca.

Pilastro 5: La costanza batte il colpo di genio

Meglio un articolo decente al mese, per dodici mesi, che cinque articoli geniali a gennaio e poi più niente fino a Natale. Google si fida di chi è costante, e i clienti pure. Un blog vivo dice “questa attività c’è, lavora, è sul pezzo”. Un blog fermo da due anni dice l’esatto contrario, e fa anche un po’ tristezza.

Non serve scrivere un romanzo ogni volta. Serve esserci con regolarità. È come allenarsi: non conta la singola sessione massacrante, conta la costanza. Chi va in palestra una volta e poi sparisce non vede risultati. Chi ci va sempre, piano piano, sì.

Il pezzo che lega tutto: farsi trovare

Puoi scrivere il blog più utile della Romagna, ma se nessuno lo trova è come cantare bene sotto la doccia: bravo, ma non ti sente nessuno. Qui entra in gioco il lavoro che fa comparire i tuoi articoli quando il cliente cerca su Google. Non è fortuna: è metodo. È quello di cui ci occupiamo come agenzia SEO a Imola, perché un blog che nessuno legge è solo fatica buttata.

Scrivere bene e farsi trovare sono le due ruote della stessa bici. Una sola non ti porta da nessuna parte; insieme ti fanno fare strada.

In due parole

Il tuo blog non deve raccontare la tua vita aziendale. Deve rispondere alle domande dei tuoi clienti, dimostrare che sai fare il tuo mestiere e accompagnarli verso il passo successivo, con costanza. Fai così e il diario diventa quello che dovrebbe essere: un commesso bravo che lavora per te ventiquattro ore su ventiquattro, senza chiederti gli straordinari.

Se vuoi smettere di scrivere nel vuoto e iniziare a scrivere per portare clienti, noi siamo qui dietro l’angolo. Due chiacchiere e un caffè, e ti diciamo da dove partire. E zò!

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Scritto da

Luca Masrè Passaro

Fondatore di Marketing Romagnolo, la web agency di Imola. Autore del libro «Manuale di sopravvivenza» e voce dell'omonimo podcast. Aiuta le attività del territorio a farsi trovare su Google e a trasformare l'attenzione in clienti veri.

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