Settembre è il mese della vendemmia, e questa settimana il web ha vendemmiato parecchio. In sette giorni YouTube ha annunciato una raffica di strumenti nuovi per chi fa video, Meta ha presentato l’arrivo del suo agente personale sugli occhiali, Anthropic e OpenAI hanno presentato nuovi modelli a novanta minuti di distanza l’uno dall’altro e Google ha dato il via al quarto spam update dell’anno. Tanta roba, e tutta interessante.

Noi di Marketing Romagnolo l’abbiamo letta per te, abbiamo incrociato le fonti e abbiamo tenuto quello che conta per chi manda avanti un’attività a Imola e dintorni: un negozio, uno studio, una bottega, un’azienda che vuole farsi trovare. Per ogni notizia trovi cosa è successo e cosa puoi farci, già da questa settimana. Caffè alla mano: si parte.

+20 mln
video caricati ogni giorno su YouTube
4 giorni
dalla notifica, per accettare o rifiutare una modifica suggerita al tuo profilo Google
2 settimane
la durata massima prevista dello spam update di settembre
−50%
il taglio al prezzo API di GPT-6 Sol e Luna

📱 Social

YouTube mette i tuoi video sotto esame: A/B test sui tagli, miniature dinamiche e montaggio a parole

Mercoledì 23 settembre si è tenuto Made on YouTube 2026, l’appuntamento annuale in cui la piattaforma presenta le novità per chi crea contenuti. Il dato di partenza fa girare la testa: su YouTube vengono caricati più di 20 milioni di video al giorno. Per farsi notare in quel mare, YouTube Studio diventa un vero compagno di lavoro, con nuove funzioni di intelligenza artificiale in molti passaggi.

Le novità più concrete sono tre. La prima: Studio legge il video prima che tu lo pubblichi, ti dà un parere su ritmo, struttura e racconto, poi propone titoli e miniature coerenti con lo stile del tuo canale. La seconda: le miniature dinamiche, cioè carichi più copertine e YouTube mostra a ogni fetta di pubblico quella con più probabilità di incuriosirla. La terza, la più golosa: l’A/B test, finora usato su titoli e miniature (oltre 40 milioni di test fatti dai creator, secondo YouTube), si allargherà ai video stessi: YouTube ha annunciato la possibilità di provare fino a tre tagli diversi per capire quale apertura tiene incollate le persone, con tempi di arrivo che possono variare da canale a canale.

Poi c’è il montaggio a parole: negli Shorts e nell’app YouTube Create arriva un editor conversazionale, gli chiedi di togliere le pause o di riordinare le scene e lui esegue, lasciandoti sempre la mano libera per ritoccare. Gli Shorts si possono organizzare in serie, con stagioni ed episodi, sulla scia dei microdrama, le serie brevi in verticale che nel primo semestre 2026 hanno superato i 6,5 miliardi di visualizzazioni su YouTube. Sul fronte vendite, il programma di affiliazione di YouTube Shopping punta a 35 Paesi entro fine anno; per le dirette arrivano le sfide fra creator e, in via sperimentale dall’anno prossimo, il doppiaggio automatico in tempo reale.

Per una piccola impresa il messaggio è limpido: i primi secondi valgono oro, e YouTube si prepara a misurarlo con i test sui tagli. La prossima volta che giri un video per la tua attività, registra due o tre aperture diverse: il piatto che esce dalla cucina, le mani dell’artigiano al lavoro, il cliente che sorride alla consegna. Quando la funzione arriva nel tuo canale, lascia che siano i numeri a scegliere; nel frattempo puoi già confrontarle a occhio, pubblicandole in giorni diversi. E se racconti la tua bottega a puntate, le Serie ti regalano un formato perfetto per farti seguire nel tempo. Se vuoi un piano editoriale video costruito su misura, è esattamente il lavoro che facciamo con il social media marketing a Imola.

Instagram: Adam Mosseri spiega l’algoritmo, e i consigli sono più pratici del previsto

Il capo di Instagram, Adam Mosseri, ha pubblicato sul suo profilo una serie di video per spiegare come la piattaforma decide cosa mostrarti, ripresa il 24 settembre da Social Media Today. Il punto di partenza è semplice: Instagram prova a prevedere come reagirai a ogni contenuto, se lo guarderai fino in fondo, se lo manderai a un amico. E il momento della pubblicazione pesa molto, tanto che il feed resta «più o meno in ordine cronologico».

Mosseri ha messo in fila quattro principi. Originalità: vince chi crea il contenuto, rispetto a chi lo ripubblica. Freschezza: i contenuti recenti ricevono più spazio. Scoperta: i post pubblici dei profili piccoli vengono mostrati anche a un pubblico nuovo, fuori dalla cerchia dei follower, per misurare come reagisce la gente e dare una spinta ai nuovi arrivati. Modelli più grandi: Instagram ha ampliato i modelli di intelligenza artificiale che ordinano il feed, così da considerare più fattori su una gamma più ampia di contenuti. Infine due consigli: guarda il tasso di interazione più che il totale delle visualizzazioni, e sperimenta, perché quello che funziona questa settimana può cambiare la prossima. I Reel di prova sono lo strumento giusto per farlo.

Qui c’è una bella notizia per le attività di Imola e della Romagna: originalità e freschezza sono proprio le qualità che una bottega ha in abbondanza. La foto del tuo laboratorio scattata stamattina è un contenuto originale e recente, cioè il tipo di post che Instagram dice di voler favorire, e per i profili piccoli esiste un meccanismo pensato apposta per farsi scoprire. Tradotto in pratica: contenuti tuoi, freschi, pubblicati con un ritmo che riesci a reggere, e un occhio a quante persone li commentano e li condividono, più che a quante li scorrono.

Threads cammina con le sue gambe: per fare pubblicità basta il profilo Threads

Meta continua a separare Threads da Instagram. Come riportato fra il 21 e il 22 settembre da Social Media Today, WeRSM e Social Samosa, da settembre 2026 per pubblicare annunci su Threads cade l’obbligo di avere lo stesso nome utente su entrambe le app, e le aziende possono lanciare campagne direttamente dal proprio profilo Threads, anche se su Instagram sono assenti. Il cambiamento arriva in modo graduale, quindi la disponibilità varia da account ad account.

Threads è un posto dove si conversa per iscritto, e questo apre una porta interessante per chi lavora con le parole più che con le immagini: commercialisti, consulenti, avvocati, formatori. Se il tuo pubblico ama leggere un pensiero ben scritto più che guardare un Reel, Threads diventa un canale a sé, da presidiare con la sua voce e, quando serve, con un budget dedicato. Per capire se ha senso per te e come impostare la prima campagna, ne parliamo volentieri: è il cuore delle nostre sponsorizzate social a Imola.

LinkedIn chiede ai colleghi di mettere la firma sul tuo curriculum

Il 23 settembre LinkedIn ha presentato nuovi strumenti per rendere più credibili profili e pagine aziendali. Adesso un collega o un compagno di studi, di oggi o di ieri, può confermare un’esperienza di lavoro o di studio condivisa con te. Chi conferma deve avere a sua volta un profilo verificato; la funzione del badge è in test e, con un numero sufficiente di conferme, il badge può comparire sul profilo. Le pagine aziendali verificate, inoltre, possono rimuovere chi si presenta come dipendente pur essendo estraneo all’azienda. Finora, ha raccontato LinkedIn a TechCrunch, gli strumenti di verifica sono stati usati per verificare 115 milioni di persone e oltre 700.000 aziende.

Il vicepresidente di prodotto Oscar Rodriguez l’ha detto così: l’autenticità sarà la moneta più preziosa di internet. Per le aziende del nostro distretto, dalla meccanica all’agroalimentare, è un invito chiaro: verifica la pagina aziendale, chiedi alle persone del tuo team di verificare il proprio profilo e di collegarlo all’azienda. Quando un buyer ti cerca su LinkedIn trova una squadra reale e riconoscibile, e la fiducia parte avvantaggiata.

🤖 Intelligenza Artificiale

Meta Connect 2026: Muse sale sugli occhiali e impara a fare la spesa

Il 23 settembre, a Menlo Park, Meta ha tenuto Connect 2026, e il protagonista è stato Muse, l’agente personale di intelligenza artificiale lanciato all’inizio del mese. Nei prossimi mesi arriverà sugli occhiali smart di Meta: lo chiami per nome, guardi un prodotto sullo scaffale o un volantino appeso al muro e Muse capisce da solo cosa hai davanti e agisce di conseguenza. Avrà anche un suo indirizzo email e una modalità vocale pensata per conversazioni lunghe, mentre lui lavora in sottofondo.

La parte che interessa a chi vende sono i collegamenti con i negozi. Muse lavora con l’intero catalogo Shopify e con una lunga lista di catene come Walmart, Best Buy, Gap, Sephora e Wayfair, con Shop Pay e PayPal per i pagamenti. Il 22 settembre il numero uno di Shopify, Tobi Lütke, ha annunciato l’acquisto diretto con Shop Pay su tutti i negozi Shopify tramite Muse, mentre Amazon, secondo quanto riportato da Retail Dive e Social Media Today, ha chiesto di restare fuori. Sul fronte hardware Meta ha mostrato i nuovi Ray-Ban Meta di terza generazione, occhiali solo audio e dei visori per la realtà virtuale a forma di occhiali da circa 100 grammi, e punta a superare i 100 modelli di occhiali smart entro fine anno.

Per ora Muse è disponibile negli Stati Uniti e in Canada, ma la direzione è tracciata: il cliente di domani potrà mandare un agente a cercare, confrontare e comprare al posto suo. Il nostro consiglio, da qui in avanti, è curare il negozio online pensando anche a questo nuovo tipo di visitatore: schede prodotto complete, prezzi chiari, disponibilità aggiornata, foto nitide, dati strutturati in ordine. È un lavoro che serve già oggi alle persone e ai motori di ricerca, e ti fa arrivare preparato quando gli agenti sbarcheranno anche da noi. Se il tuo sito ha bisogno di una sistemata in questa direzione, è il pane quotidiano del nostro lavoro sui siti web.

Anthropic presenta Claude Opus 5.5: il livello del fratello maggiore, a un prezzo più leggero

Martedì 22 settembre Anthropic ha rilasciato Claude Opus 5.5. Secondo l’azienda, sulla maggior parte dei lavori rende al livello di Claude Fable 5.1, il suo modello più avanzato, e costa il 40% in meno da far girare rispetto a Opus 5, uscito appena due mesi fa. Il prezzo per chi lo usa tramite API scende da 25 a 20 dollari per milione di token in uscita, e il modello è anche più veloce. Sonnet 5.5 e Haiku 5.5, i fratelli più piccoli, sono attesi nelle prossime settimane.

Il dettaglio che ci è piaciuto di più riguarda lo stile: TechCrunch riporta che Opus 5.5 usa meno gergo e mette le informazioni importanti all’inizio dei messaggi. È la stessa regola d’oro che vale quando scrivi a un cliente: prima la risposta, poi i dettagli. Per una piccola impresa il vantaggio può arrivare a cascata: costi più bassi dei modelli possono tradursi, nel tempo, in strumenti più accessibili, dal gestionale che riassume le email all’assistente che prepara la bozza di un preventivo. La revisione finale, quella con il tuo occhio e la tua esperienza, resta il pezzo che fa la differenza.

OpenAI risponde novanta minuti dopo: arrivano GPT-6 Sol e GPT-6 Luna, a metà prezzo

Lo stesso giorno, circa un’ora e mezza dopo Anthropic, OpenAI ha presentato GPT-6 Sol e GPT-6 Luna, i modelli che portano la generazione GPT-6, inaugurata a inizio mese da Astra, su una scala più accessibile. Sol è pensato per i lavori complessi, la programmazione e gli agenti; Luna per i compiti ripetitivi e con un obiettivo chiaro, come riassumere documenti, estrarre informazioni o rispondere a domande veloci. OpenAI ha tagliato del 50% il prezzo delle API rispetto ai modelli GPT-5.6 equivalenti e dichiara che, nella sua valutazione interna sull’accuratezza, Sol commette circa la metà degli errori del predecessore.

Per ora i due modelli si usano in ChatGPT Work e in Codex per gli abbonati Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu, mentre chi ha il piano Free o Go trova Luna nell’app desktop. Cosa te ne fai davvero? Un modello come Luna è l’aiutante perfetto per le attività ripetitive che rubano ore: riassumere le email dei fornitori, estrarre i dati dalle fatture, raggruppare le recensioni per argomento. La concorrenza fra i grandi dell’intelligenza artificiale, con due lanci a novanta minuti di distanza, porta prezzi più bassi e strumenti migliori anche alle imprese piccole. L’avvertenza che conta: meno errori vuol dire comunque qualche errore, quindi numeri, prezzi e date si ricontrollano sempre prima di mandarli a un cliente.

🔎 Google

Parte lo spam update di settembre, e stavolta se la prende comoda

Il 24 settembre Google ha avviato il September 2026 spam update, il quarto aggiornamento antispam dell’anno. Vale in tutto il mondo e per tutte le lingue, italiano compreso, e questa volta il rilascio può durare fino a due settimane: i tre precedenti si erano chiusi nel giro di pochi giorni, e John Mueller di Google ha confermato a Search Engine Roundtable che questo richiederà più tempo. L’aggiornamento riguarda i siti che violano le norme antispam di Google, e per chi viene colpito, ricorda Google, il recupero può richiedere mesi anche dopo aver sistemato le cose.

Se il tuo sito vive di contenuti originali e utili, puoi guardare a questo aggiornamento con serenità: il bersaglio dichiarato sono i siti che violano le norme antispam. Per le prossime due settimane tieni d’occhio Search Console e le posizioni delle tue pagine principali, e valuta l’andamento a rilascio concluso, quando il quadro è completo. Se noti un calo che dura, il primo passo è rileggere le norme antispam di Google con occhi onesti. È il genere di controllo che facciamo ogni giorno come agenzia SEO a Imola.

Profilo dell’attività su Google: hai 4 giorni per dire la tua sulle modifiche suggerite

Chiunque può suggerire una modifica alla scheda della tua attività su Google: un orario, un numero di telefono, un indirizzo. Il 23 settembre Search Engine Roundtable ha segnalato che Google ha aggiornato la guida del Profilo dell’attività con una sezione dedicata a queste notifiche, e la regola ora è scritta nero su bianco: quando una modifica suggerita richiede la tua revisione ricevi un’email o una notifica, e da quel momento hai 4 giorni per accettarla o rifiutarla. Se lasci passare il tempo, Google può pubblicarla in automatico, purché sia confermata da altre informazioni pubbliche, per esempio dal tuo sito. In alcuni casi, aggiunge Google, le modifiche possono essere applicate anche senza una revisione preventiva.

Per un negozio, un ristorante o uno studio di Imola la scheda Google è spesso la prima vetrina, prima ancora del sito. Quattro giorni passano in fretta, soprattutto nelle settimane piene, quindi controlla che le notifiche del profilo arrivino a una casella che leggi davvero, magari anche sul telefono. E tieni il sito allineato con la scheda: orari, telefono, indirizzo e chiusure per ferie devono dire la stessa cosa ovunque, perché è proprio lì che Google va a cercare le conferme.

Search Console ti dice quanta gente ti trova partendo da una foto

Sempre il 24 settembre Google ha annunciato sul blog di Search Central un nuovo filtro nel rapporto Prestazioni di Search Console. Il tipo di ricerca «Web» ora si divide in testuale e multimodale, cioè le ricerche in cui una persona ha usato un’immagine: Google Lens, Cerchia e cerca su Android, le foto caricate direttamente su Google e la ricerca di un’immagine con il tasto destro in Chrome. Il dato arriva anche nel rapporto dedicato alle funzioni di intelligenza artificiale generativa, e il rilascio è globale. Da sapere: per il traffico multimodale il rapporto omette i dati delle query, perché la ricerca parte da un’immagine più che da parole scritte.

Pensa a quante persone fotografano un pezzo di ricambio, una piastrella, una sedia vista a casa di un amico o un piatto al ristorante, e chiedono a Google dove trovarlo. Per artigiani, negozi di arredo, ferramenta e produttori questo traffico può valere parecchio, e adesso lo puoi misurare. Apri Search Console, seleziona la ricerca multimodale e guarda quali pagine ricevono queste visite: sono il punto da cui partire per curare le immagini. È anche un ottimo motivo per investire in fotografie vere dei tuoi prodotti, con nomi dei file e testi alternativi scritti come si deve.

Google Ads: AI Brief impara l’italiano (in beta chiusa)

Il 23 settembre Google ha annunciato due novità per AI Max, la funzione delle campagne sulla rete di ricerca che usa l’intelligenza artificiale per ampliare le ricerche intercettate, adattare i testi degli annunci e scegliere la pagina di arrivo. La prima: la beta chiusa di AI Brief si apre a nuove lingue, italiano compreso, insieme a olandese, francese, tedesco, giapponese, portoghese e spagnolo. AI Brief ti permette di guidare AI Max con parole tue, spiegando com’è fatta la tua attività, a chi ti rivolgi e quali messaggi contano. La seconda: un nuovo rapporto unico che collega in una sola vista la ricerca che ha attivato l’annuncio, gli elementi creativi visti dalla persona e la pagina del sito su cui è arrivata. Google condividerà dettagli e disponibilità entro fine anno.

Il consiglio che ti diamo, in romagnolo schietto: scrivi il brief della tua attività adesso, prima ancora che la funzione arrivi nel tuo account. Chi sei, cosa vendi, a chi, cosa ti rende diverso, quali parole usano i tuoi clienti migliori. È lo stesso lavoro che faresti per istruire un nuovo collaboratore, e ti servirà ovunque: per le campagne, per ChatGPT o Claude, per il sito. E quando arriverà il rapporto unico, avrai ricerca, annuncio e pagina di arrivo nella stessa vista. Se vuoi impostare le campagne con questo metodo, trovi tutto sulla nostra pagina dedicata a Google Ads a Imola.

In sintesi
  • YouTube annuncia l’A/B test anche sui tagli dei video, le miniature dinamiche e il montaggio a parole: i primi secondi contano più che mai.
  • Adam Mosseri spiega l’algoritmo di Instagram: vincono originalità, freschezza e tasso di interazione.
  • Threads accetta annunci anche dalle aziende presenti solo su Threads; LinkedIn fa confermare le esperienze ai colleghi.
  • Meta annuncia Muse sugli occhiali nei prossimi mesi e lo collega ai negozi Shopify; l’agente è disponibile negli Stati Uniti e in Canada.
  • Claude Opus 5.5 e GPT-6 Sol e Luna escono lo stesso giorno, con prezzi più bassi e, secondo i produttori, prestazioni migliori.
  • Google avvia uno spam update che può durare fino a due settimane, fissa a 4 giorni il tempo per rispondere alle modifiche suggerite, misura le ricerche fatte con le immagini e insegna l’italiano ad AI Brief.

🐓 Come muoverti adesso

Una settimana così ricca può sembrare una lista di compiti infinita. In realtà le mosse che contano sono poche, e si distribuiscono bene nell’arco della settimana.

Il marketing corre, e a noi piace così: ogni novità è un’occasione per chi si muove per primo. Noi di Marketing Romagnolo siamo qui apposta, per trasformare queste notizie in azioni concrete per la tua attività, con la calma di chi conosce il territorio e la curiosità di chi sperimenta le novità con entusiasmo. Se vuoi capire da dove partire, scrivici: il caffè lo offriamo volentieri.

Ci rivediamo lunedì prossimo con una nuova Marketing News. E zò!

Fonti della settimana

Luca Masrè Passaro

Scritto da

Luca Masrè Passaro

Fondatore di Marketing Romagnolo, la web agency di Imola. Autore del libro «Manuale di sopravvivenza» e voce dell'omonimo podcast. Aiuta le attività del territorio a farsi trovare su Google e a trasformare l'attenzione in clienti veri.

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