A metà ottobre, in Romagna, è tempo di conti: si raccolgono le olive, a Castel del Rio si parla di marroni, in cantina il vino nuovo comincia a farsi sentire. E anche il web, nella settimana dal 5 all’11 ottobre 2026, ha fatto un bel raccolto. A New York c’era l’Advertising Week, la vetrina dove le grandi piattaforme presentano agli inserzionisti le novità dei mesi a venire: Meta e TikTok si sono presentate con assistenti AI che ricordano, propongono e, in parte, agiscono da soli. OpenAI ha portato GPT-6 dentro ChatGPT per tutti e ha annunciato la prova di un nuovo formato pubblicitario. Google ha chiuso il suo aggiornamento antispam e ha aperto a chiunque lo strumento che riconosce la filigrana dei contenuti creati con la sua AI e con quella dei partner.

Se dobbiamo riassumere la settimana in una frase: le macchine si prendono sempre più lavoro operativo, e proprio per questo diventa sempre più preziosa la parte vera, firmata, riconoscibile di un’attività. È una buona notizia per chi fa le cose sul serio, cioè per la maggior parte delle imprese che conosciamo fra Imola e la costa. Mettiti comodo: abbiamo controllato ogni notizia su almeno due fonti indipendenti, e ti raccontiamo cosa può farne, in concreto, un’attività come la tua.

13 g 16 h
la durata dello spam update di settembre, il più lungo del 2026
oltre 180 mld
immagini e video con la filigrana invisibile SynthID, secondo Google
quasi 400.000
le app esterne raggiunte dalla rete pubblicitaria di TikTok
12 novembre
la data in cui entrano in vigore le nuove regole d’uso di Claude

📱 Social

Meta all’Advertising Week: l’assistente che ricorda la tua stagione

Martedì 6 ottobre Meta ha presentato a New York una serie di novità per chi fa pubblicità su Facebook e Instagram. Il centro di tutto è l’assistente aziendale con intelligenza artificiale, quello che dentro Gestione Inserzioni dà consigli in forma di conversazione e che ad aprile era stato aperto a tutti gli inserzionisti. Ora diventa più bravo a ricordare: terrà conto, ha spiegato Meta, di «quello che hai provato lo scorso trimestre, della tua stagionalità e degli obiettivi che hai descritto». In più arrivano suggerimenti sulle creatività, cioè indicazioni su quali immagini e quali video stanno funzionando e perché.

Alcune funzioni sono ancora in prova, e vale la pena tenerle d’occhio perché cambiano il modo di lavorare. Meta sta testando la possibilità di caricare nell’assistente la propria strategia e le linee guida sul tono del marchio, così le proposte somigliano di più a te. Sta testando anche le capacità «agentiche»: con un comando scritto in chat l’assistente potrà generare creatività, aggiornare il pubblico e perfino cambiare il budget di un’inserzione. E poi le attività programmate, come un report che arriva ogni settimana o un avviso quando qualcosa si muove. Secondo Meta, come riporta MediaPost, chi usa l’assistente ottiene il 5% di conversioni in più a parità di costo per conversione: è un numero della stessa Meta, da prendere come tale.

Due novità sono già operative per tutti. La prima riguarda Advantage+, la parte automatica delle campagne: ora genera un video partendo dalle tue foto statiche, e la funzione è disponibile in generale. La seconda si chiama Customer Lifecycle Strategy: quando dichiari che una campagna serve a trovare clienti nuovi, il sistema ti suggerisce come escludere quelli che hai già; Meta sta anche provando a renderlo più semplice, con l’esclusione di un intero gruppo di clienti attraverso una sola etichetta. Si allarga anche Ads Creative Studio, lo strumento che analizza i risultati e suggerisce come costruire i prossimi annunci, e si amplia il collegamento MCP che permette di gestire le campagne Meta da strumenti di intelligenza artificiale esterni.

Per una pasticceria di Imola o un’officina di Castel San Pietro il messaggio è chiaro: la piattaforma sta diventando un collega che propone, e un collega lavora bene quando conosce il mestiere. Le stagioni della tua attività, i prodotti che vanno a Natale, i clienti che tornano ogni primavera: tutto questo, oggi, vive nella tua testa. Scriverlo, in un documento ordinato con obiettivi, periodi forti e tono di voce, è il lavoro più utile che puoi fare prima che questi assistenti arrivino nel tuo account. E il budget, quello, resta una decisione da prendere con la testa tua: l’assistente propone, tu scegli. È il modo in cui impostiamo le sponsorizzate social per le attività che seguiamo: la macchina corre veloce, la strada la decide chi conosce il territorio.

TikTok: i contatti raccolti in chat da un agente AI

Il giorno prima, lunedì 5 ottobre, sullo stesso palco era toccato a TikTok. La novità più interessante per chi vende servizi si chiama Agentic Leads: un agente di intelligenza artificiale che raccoglie i contatti dei potenziali clienti attraverso conversazioni guidate, sia nei messaggi diretti di TikTok sia in percorsi costruiti sul sito dell’inserzionista. In pratica, invece di un modulo da compilare, una chiacchierata che fa le domande giuste e qualifica la richiesta.

Sul fronte acquisti, TikTok ha presentato uno Shopping Assistant conversazionale dentro l’app, che ricorda cosa cerca l’utente e propone prodotti usando i dati aggiornati dei venditori, come taglie e disponibilità, insieme a Buy Direct, l’acquisto con un clic senza uscire dal feed. Per queste due funzioni l’annuncio non indica date né Paesi. Negli Stati Uniti, invece, arriva TikTok Ad Network, la rete che porta gli annunci fuori da TikTok su quasi 400.000 app di terze parti nel mondo. Completano il pacchetto un collegamento MCP per lavorare sulle campagne da assistenti AI esterni e l’estensione dell’automazione Smart+ agli annunci nella ricerca interna di TikTok, parole chiave comprese.

Se sei un idraulico, un’estetista o uno studio tecnico, la parola da segnarti è «contatto qualificato». Le piattaforme stanno imparando a fare la prima telefonata al posto tuo: chiedere cosa serve, quando, dove. Il valore, però, si gioca dopo, quando quella persona chiama davvero o arriva in negozio. Prepara fin da ora le risposte alle domande che ti fanno sempre, i tempi veri, le zone in cui lavori, e chiediti chi risponde entro un’ora quando arriva una richiesta: un contatto raccolto bene e richiamato tardi vale poco. TikTok, intanto, si conferma un posto dove si cerca, oltre che dove si scorre.

Instagram: i caroselli si costruiscono in Edits

Mercoledì 7 ottobre Instagram ha aggiunto un editor di caroselli a Edits, la sua app di montaggio video. Adesso puoi mettere foto, video e testo sulla stessa tela, scegliere fra layout già pronti, usare i caratteri e gli stili di testo di Edits, ritagliare un soggetto e trasformarlo in uno sticker. La parte più bella, per chi ama i caroselli fatti bene, è che un’immagine o un titolo possono continuare da una slide all’altra, creando quell’effetto «panoramica» che invoglia a scorrere. A lavoro finito, pubblichi su Instagram oppure scarichi il carosello per usarlo altrove. Per ora la funzione è su iPhone, con Android annunciato a breve; secondo una delle fonti va attivata dai «Labs» dell’app, quindi potrebbe non comparire ancora a tutti.

Il carosello è il formato più amico delle piccole attività, perché racconta senza bisogno di metterci la faccia davanti alla telecamera: i cinque passaggi di una ristrutturazione, il prima e dopo di un taglio, il menù della settimana, le domande che i clienti fanno al banco. Social Media Today ricorda che, come spiegato da Adam Mosseri nel 2024, Instagram ripropone i caroselli ai follower partendo dalla seconda slide: un motivo in più per curare ogni pagina come se fosse la prima. E adesso il programma giusto ce l’hai in tasca, dentro l’ecosistema di Instagram. Il nostro consiglio: una storia per carosello, una cosa per slide, e l’ultima slide che dice chiaramente cosa fare. Se vuoi impostare un piano editoriale che sfrutti bene questo formato, è il pane quotidiano del nostro social media marketing.

Threads prova le «Gemme» per chi accende la conversazione

Giovedì 8 ottobre è emerso un test di Threads chiamato Gems: un distintivo viola che il sistema assegna in automatico ai post pubblici, e alle risposte dirette a un post, che fanno nascere una conversazione vera. I criteri dichiarati sono l’originalità, un punto di vista personale e lo scambio fra persone; il numero di follower conta poco. Chi riceve una Gemma viene avvisato e può condividerla o rifiutarla, e il distintivo compare nel feed. Il test, per ora, è solo negli Stati Uniti, e Meta non ha parlato di premi in denaro.

Per ora è un test americano, ma il segnale è chiaro: il test di Threads valorizza l’originalità, i punti di vista personali e gli scambi fra persone, al di là del numero di follower. Per un professionista di Imola, un commercialista, un’architetta, un consulente, vuol dire che un’opinione ragionata sul proprio mestiere vale più di dieci post di circostanza. Scrivi come parleresti a un cliente al bar, con competenza e calore, e rispondi a chi ti commenta: è lì che nascono le relazioni, e dove nascono le relazioni nascono anche i clienti.

🤖 Intelligenza Artificiale

GPT-6 arriva in ChatGPT: le risposte diventano strumenti

Mercoledì 7 ottobre OpenAI ha portato GPT-6 in ChatGPT, prima per gli abbonamenti Plus, Pro, Business ed Enterprise, che usano la versione chiamata Sol, e dal giorno dopo anche per i piani Free e Go, che usano la versione Luna. Search Engine Journal parla di un rilascio in tutto il mondo. Il nuovo modello prende il posto della voce «Latest» nel menu, mentre il precedente GPT-5.6 Sol resta selezionabile. Fa eccezione il livello di ragionamento Pro, che resta su GPT-6 Astra e senza le novità grafiche di cui parliamo qui sotto.

La novità che si vede di più si chiama Intelligent UI. Le risposte di ChatGPT possono ora combinare testo, immagini ed elementi interattivi: confronti affiancati, diagrammi, grafici, moduli e pulsanti. E puoi chiedere a ChatGPT di costruirti al volo uno strumento, come una calcolatrice per vedere quanto crescono i risparmi o un programmino per dividere il conto di una cena. Il modello sceglie da solo il formato più adatto e torna al testo semplice quando è la cosa più chiara. Un’altra cosa nuova: GPT-6 comincia a rispondere mentre sta ancora ragionando o cercando, e aggiunge i risultati man mano. Chi preferisce risposte più sobrie può spegnere l’impostazione «Layout and visuals» dalla versione web.

Perché ti riguarda anche se ChatGPT lo usi poco? Perché i tuoi clienti possono usarlo per informarsi, e adesso ricevono risposte che somigliano a piccole pagine web costruite su misura. Search Engine Journal fa notare che le pagine più semplici, come i calcolatori e i convertitori, sono quelle che un assistente può replicare con più facilità direttamente in chat. Il valore del tuo sito cresce con le informazioni verificabili e le esperienze dirette: i tuoi prezzi veri, le foto dei tuoi lavori, le recensioni dei tuoi clienti, la tua esperienza su casi concreti, i dati che raccogli tu. Il nostro consiglio è di arricchire il tuo sito web proprio di questo: è materiale concreto per chiunque lo legga, persone o assistenti.

E per il lavoro di tutti i giorni? Prova a chiedere a ChatGPT di costruirti uno strumento per la tua attività: un preventivatore di massima per i tuoi servizi, una tabella per confrontare due fornitori, un piccolo calcolo dei margini. Sono esercizi da dieci minuti che ti fanno capire, meglio di qualsiasi articolo, dove va la tecnologia.

ChatGPT prova la pubblicità fatta di immagini

Lunedì 5 ottobre OpenAI ha annunciato un nuovo formato pubblicitario visivo per ChatGPT. Gli annunci comparirebbero mentre ChatGPT genera un’immagine richiesta dall’utente, con foto che mostrano un prodotto, il modo in cui si usa o l’esperienza che rende possibile. La prova partirà «più avanti in questo mese» negli Stati Uniti, con un primo gruppo di inserzionisti. OpenAI precisa che gli annunci saranno etichettati in modo chiaro, separati dall’immagine creata, e che la pubblicità non influenza le risposte di ChatGPT. Fin qui le prove riguardavano annunci posizionati in fondo alle risposte, come una consegna della spesa sotto una ricetta.

Per una PMI romagnola è presto per investire: è un test americano, con un primo gruppo di inserzionisti, e i risultati sono tutti da vedere. È però il momento giusto per capire la direzione. Gli assistenti di intelligenza artificiale stanno diventando un nuovo spazio pubblicitario, accanto a Google e ai social, e in uno spazio fatto di immagini vincono le aziende che hanno foto belle e vere dei propri prodotti e dei propri ambienti. Se il tuo archivio fotografico è fatto di scatti presi di corsa col telefono, questo è un buon autunno per organizzare un servizio fotografico serio: ti servirà sui social, sul sito e, domani, anche lì.

Claude entra in Documenti, Fogli e Presentazioni Google

Martedì 6 ottobre Anthropic ha lanciato Claude per Google Workspace, in versione beta. Si installa dal Marketplace di Google Workspace e compare come barra laterale dentro Documenti, Fogli e Presentazioni, dal menu Estensioni. Claude legge il file che hai aperto e lo modifica direttamente: riscrive un paragrafo, sistema i titoli, crea formule e modelli in un foglio di calcolo, crea slide nuove o ritocca quelle esistenti. Ogni modifica resta visibile nella cronologia delle versioni, e c’è una modalità che chiede conferma prima di ogni intervento. La funzione è disponibile per i piani a pagamento Pro, Max, Team ed Enterprise.

Gli assistenti escono dalla finestra della chat ed entrano nei file dove lavori davvero, e questa è la notizia vera, al di là del singolo prodotto. Pensa al listino in un Foglio Google che aggiorni ogni anno, al preventivo tipo in un Documento, alla presentazione per la banca o per il bando regionale: sono i posti dove un aiuto fa risparmiare ore. Il consiglio, qui, è di partire da un file di prova e da un compito ripetitivo, per esempio sistemare le formule del foglio delle ore, e di tenere attiva la conferma prima delle modifiche finché non ti fidi. E ricordati sempre di rileggere: l’assistente è veloce, la responsabilità di quello che mandi al cliente resta tua.

Anthropic vieta di «truccare» le fonti delle risposte AI

Giovedì 8 ottobre Anthropic ha pubblicato le nuove regole d’uso di Claude, che entreranno in vigore il 12 novembre 2026. Fra le novità c’è una sezione dedicata alle campagne ingannevoli e all’attività artificiale. Vieta di usare Claude per manipolare le fonti da cui motori di ricerca e assistenti AI prendono le risposte, riempiendole di contenuti che nascondono chi li ha scritti o fingono di essere indipendenti. L’esempio scelto da Anthropic è quello di una rete di siti che sembrano slegati fra loro e confermano tutti le stesse affermazioni. Nella stessa sezione sono vietate le recensioni false, i personaggi e le testate inventate, i bot che si spacciano per persone. Le regole valgono sia per le attività politiche sia per quelle commerciali.

Da quando le persone chiedono consigli agli assistenti AI, è nata la tentazione di «farsi citare» a tutti i costi, magari con articoli fotocopia su siti di comodo o con recensioni scritte in serie. La strada che consigliamo è un’altra, ed è la nostra da sempre: contenuti firmati da persone vere, recensioni autentiche di clienti veri, una presenza coerente fra sito, scheda Google e social. Chiarezza, prove concrete e una reputazione costruita nel tempo: è quello che convince le persone, ed è la base più solida anche davanti agli assistenti AI.

SynthID Detector: il rilevatore di Google aperto a tutti

Mercoledì 7 ottobre Google ha aperto a chiunque SynthID Detector, lo strumento che controlla se un’immagine, un video o un file audio è stato prodotto con l’intelligenza artificiale di Google o dei suoi partner: OpenAI, NVIDIA, Kakao e, presto, Apple. È disponibile in tutto il mondo, per ora in inglese. Il sistema si basa su una filigrana invisibile che questi strumenti inseriscono nei contenuti che generano: Google dichiara di averla già applicata a oltre 180 miliardi di immagini e video e a 240.000 anni di audio, e racconta che le verifiche già integrate in Search, nell’app Gemini e in Chrome superano il milione di richieste al giorno.

Un’avvertenza importante, sottolineata da diverse testate: lo strumento riconosce solo i contenuti che portano la filigrana SynthID. Se la filigrana risulta assente, l’origine del file resta da verificare con altri mezzi. Per un’attività locale la conseguenza è doppia. Da una parte hai uno strumento in più per controllare una foto sospetta prima di condividerla. Dall’altra, lo stesso strumento è a disposizione anche dei tuoi clienti. Se usi l’AI per creare grafiche o illustrazioni va benissimo, e spesso conviene; per mostrare i tuoi prodotti, il tuo locale, i tuoi lavori finiti, però, le foto vere restano la scelta che costruisce fiducia.

🔎 Google

Lo spam update di settembre è finito: 24 settembre – 8 ottobre

Giovedì 8 ottobre Google ha confermato sulla sua pagina di stato che lo spam update di settembre 2026 ha completato la distribuzione. Era partito il 24 settembre: in tutto 13 giorni e 16 ore, quasi tutte le due settimane che Google aveva messo in conto all’inizio. È l’aggiornamento antispam più lungo dell’anno: quello di marzo era durato 19 ore e mezza, quello di giugno poco più di due giorni, quello di agosto due giorni e 16 ore. Riguarda tutto il mondo e tutte le lingue. Google, come succede spesso, non ha detto quali tecniche di spam abbia preso di mira.

C’è anche una nota tecnica utile: secondo SEOmonitor, citato da Search Engine Journal, dal 26 settembre molti strumenti che monitorano le posizioni su Google hanno registrato crolli improvvisi che chi cercava davvero non vedeva, perché Google restituiva dati incompleti alle ricerche automatiche. Morale: un calo che vedi solo nel tuo strumento di monitoraggio va confermato in Search Console, guardando impressioni e clic per più giorni di fila.

La settimana scorsa ti avevamo detto che l’aggiornamento era ancora in corso. Adesso c’è una finestra precisa, dal 24 settembre all’8 ottobre, con cui confrontare i dati del tuo sito prima, durante e dopo. Se vedi un calo stabile in quel periodo, il primo passo è rileggere le regole di Google contro lo spam e chiederti con onestà se sul sito ci sono pagine scritte in serie, testi copiati o contenuti che servono più ai motori che alle persone; Google spiega che le correzioni possono essere riconosciute dai suoi sistemi automatici nel giro di alcuni mesi. Se impressioni e clic restano stabili, bene così: continua a seguirne l’andamento nelle prossime settimane. Se vuoi una lettura dei dati fatta da occhi esperti, la nostra agenzia SEO a Imola fa proprio questo.

Search Console: più Paesi sommati in un colpo solo

Martedì 6 ottobre Google Search Central ha annunciato, come riportano Search Engine Journal e Search Engine Roundtable, una modifica ai filtri del rapporto Prestazioni di Search Console. Adesso puoi selezionare più Paesi insieme e vedere i dati sommati in un unico totale. Chi segue un gruppo di mercati può così leggere un unico dato complessivo, invece di confrontare i Paesi due alla volta. La funzione Confronto, invece, continua a mettere a confronto due elementi alla volta.

Sembra una modifica da addetti ai lavori, e invece in Romagna è utilissima. Pensa a un hotel di Riccione che lavora con tedeschi, svizzeri e austriaci, a una cantina dei colli imolesi che vende all’estero, a un’azienda meccanica che esporta in mezza Europa: ora con due clic vedi quanto pesa l’insieme dei mercati di lingua tedesca, o quanto ti cercano da fuori Italia rispetto a casa. Un consiglio pratico: guarda prima il totale e poi i singoli Paesi, così la crescita di un mercato non nasconde il calo di un altro.

UGC Fresh Data Program: un canale dedicato per forum e community

Giovedì 8 ottobre Google ha pubblicato la documentazione di un nuovo programma, lo UGC Fresh Data Program. È pensato per le piattaforme approvate che ospitano soprattutto contenuti scritti dagli utenti, come forum e social: avranno un canale dedicato per mandare a Google contenuti e segnali di interazione, separato dalla normale scansione del web. Per entrare servono grandi volumi, pagine pubbliche e indirizzi stabili, e Google precisa che la partecipazione non garantisce la presenza nei risultati.

Il programma riguarda le grandi piattaforme. Il segnale, però, ti tocca da vicino: Google vuole portare in Search, aggiornate, le esperienze dirette delle persone, quello che si scrive nei forum, nei gruppi, nelle community. Per questo ti consigliamo di curare le recensioni, le risposte gentili e competenti alle domande dei clienti e la presenza nelle community del tuo settore con la stessa attenzione che dedichi al sito. La reputazione, oggi, si costruisce anche fuori dalle tue pagine.

Discover e i contenuti generati dall’AI: un segnale dagli annunci di lavoro

Domenica 11 ottobre Search Engine Journal ha raccontato alcuni annunci di lavoro pubblicati da Google per Discover, il flusso di notizie e articoli che compare sui telefoni Android e nell’app Google. Uno descrive un team che punta sulle raccomandazioni di contenuti generati dall’AI, con flussi automatici che creano contenuti per Discover e per le notifiche e controlli su correttezza, freschezza, coerenza e tono. Un altro annuncio, per un ruolo di design di altissimo livello con uno stipendio base americano fra 275.000 e 382.000 dollari, parla di trasformare Discover in un «concierge proattivo e iper-personalizzato». Lo stesso annuncio chiede anche di tenere al centro le voci e le fonti umane.

Gli annunci descrivono progetti di sviluppo, ancora tutti da vedere sul campo. Ma la direzione è interessante per chi pubblica contenuti: Google sta pensando a un Discover che riassume, propone e accompagna, prendendo spunto dal web. In un flusso così, il nostro consiglio è puntare su ciò che hai di originale da dire: un dato locale, un’esperienza diretta, una foto unica, un parere competente. Un blog che racconta cose che sai solo tu è il modo migliore per prepararti a questo cambiamento.

In sintesi
  • Meta potenzia l’assistente AI delle inserzioni (memoria, suggerimenti, azioni in prova) e apre a tutti i video creati dalle foto statiche e i suggerimenti per escludere i clienti già acquisiti.
  • TikTok presenta Agentic Leads, un agente che raccoglie contatti in chat, e un assistente per lo shopping; la rete pubblicitaria esterna arriva negli USA.
  • Instagram porta l’editor di caroselli nell’app Edits (su iPhone, Android in arrivo); Threads prova negli USA le «Gemme» per i post che fanno discutere.
  • GPT-6 entra in ChatGPT su tutti i piani, con risposte interattive (il livello di ragionamento Pro resta su GPT-6 Astra, senza Intelligent UI); OpenAI prepara negli USA un test di annunci visivi durante la creazione di immagini.
  • Claude arriva dentro Documenti, Fogli e Presentazioni Google; dal 12 novembre le sue regole vietano fonti finte e recensioni false.
  • SynthID Detector è aperto a tutti: riconosce i contenuti con filigrana SynthID, creati con l’AI di Google e dei partner.
  • Lo spam update di Google è finito l’8 ottobre: la finestra da confrontare è 24 settembre – 8 ottobre; Search Console ora somma più Paesi insieme.

🐓 Il senso di tutto questo

Mettiamo in fila le notizie della settimana. Da una parte, le piattaforme ampliano il lavoro affidato all’intelligenza artificiale e ne sperimentano di nuovo: creare video e varianti degli annunci, raccogliere contatti, costruire risposte su misura; in prova c’è perfino la modifica dei budget via chat e, stando agli annunci di lavoro di Google, nei progetti c’è la generazione di contenuti per i feed. Dall’altra, le stesse aziende alzano i muri contro il falso: Google chiude un lungo aggiornamento antispam e apre a tutti il suo rilevatore, Anthropic, dal 12 novembre, vieterà di usare Claude per truccare le fonti e scrivere recensioni finte, Threads prova a premiare chi dice qualcosa di suo. Le due cose stanno insieme benissimo. Più le macchine producono, più diventano preziose la tua storia autentica, le tue foto vere, le testimonianze reali dei tuoi clienti e il tuo modo di lavorare.

Ecco quindi tre mosse concrete per questa settimana, alla portata di qualsiasi attività:

Noi di Marketing Romagnolo siamo qui per questo: un’agenzia di Imola che usa ogni giorno gli strumenti nuovi, dall’intelligenza artificiale alle campagne automatiche, e li mette al servizio di imprese vere, con persone vere e una faccia da mostrare. Ci piace l’innovazione quando fa risparmiare tempo e porta clienti, e ci piace ancora di più quando rende riconoscibile chi lavora bene. Se vuoi capire come applicare queste novità alla tua attività, scrivici: il caffè lo offriamo noi, e le idee le portiamo già pronte.

Ci vediamo lunedì prossimo con le novità della settimana. E zò!

Fonti della settimana

Luca Masrè Passaro

Scritto da

Luca Masrè Passaro

Fondatore di Marketing Romagnolo, la web agency di Imola. Autore del libro «Manuale di sopravvivenza» e voce dell'omonimo podcast. Aiuta le attività del territorio a farsi trovare su Google e a trasformare l'attenzione in clienti veri.

Marketing Romagnolo
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