Il tuo sito può essere perfetto sul computer da cui lo controlli ogni giorno e scomodo per le persone che dovrebbero contattarti. Succede perché chi lavora nell’attività lo guarda spesso da uno schermo grande. Il cliente, invece, ti cerca mentre è fuori casa, con una mano sola e pochi secondi di pazienza. È per questo che un progetto di realizzazione siti web deve partire anche dal percorso mobile, non adattarlo soltanto alla fine.

Non serve fissarsi sulla percentuale esatta di traffico mobile: cambia da settore a settore. Basta aprire i dati del tuo sito per capire quanto pesa davvero. La domanda importante è un’altra: chi arriva da telefono riesce a fare ciò che ti porta valore?

Responsive non significa comodo

Un sito responsive si adatta alle dimensioni dello schermo. Ma può adattarsi male. Un menu che entra in un’icona, un testo che non esce dai bordi e immagini che si ridimensionano non garantiscono una buona esperienza. Anche la scelta tra hamburger menu, tab bar e altri pattern di navigazione mobile deve dipendere da ciò che la persona deve fare.

Un sito mobile friendly rende immediato:

I segnali che stai perdendo contatti

Il primo è una home che apre con una grande immagine e manda titolo e pulsante sotto la piega. Il secondo è il pulsante importante troppo piccolo o troppo vicino ad altri elementi. Poi arrivano popup che coprono lo schermo, menu interminabili, moduli che chiedono informazioni non necessarie e numeri di telefono non cliccabili.

Anche la velocità pesa. Da computer e con il Wi-Fi il sito sembra rapido; con una connessione mobile incerta, immagini pesanti e animazioni possono trasformare pochi secondi in un abbandono.

Pollice che cerca di toccare un pulsante minuscolo sullo schermo del telefono

Il test dei dieci secondi

Prendi il telefono e apri il sito senza usare la memoria. Immagina di essere una persona che non conosce l’attività. In dieci secondi prova a rispondere a quattro domande: cosa offre, per chi, dove opera, come si contatta.

Poi prova a chiamare, inviare un messaggio e compilare il modulo. Non limitarti a guardare la home. Il punto non è se il sito «si vede bene», ma se l’azione si conclude senza sforzo.

«Il punto non è se il sito «si vede bene», ma se l’azione si conclude senza sforzo.»

— MARIKA GULLO

Cosa sistemare prima

Metti in alto un messaggio chiaro e una sola azione primaria. Rendi il pulsante facile da toccare e ripetilo nei punti in cui la persona ha abbastanza informazioni per decidere. Riduci il menu alle voci utili: come mostra il paradosso della scelta applicato al sito, troppe possibilità possono bloccare invece di aiutare. Togli dai moduli tutto ciò che puoi chiedere dopo. Comprimi le immagini e controlla il caricamento con una connessione non perfetta.

Non progettare la versione mobile come una copia rimpicciolita del desktop. Sul telefono l’ordine può cambiare: prima ciò che serve a decidere, poi gli approfondimenti.

Guarda i dati giusti

Confronta visite e contatti da smartphone e desktop. Se il mobile porta molte visite ma quasi nessuna azione, hai un indizio concreto. Controlla anche i clic sul numero, su WhatsApp e sul pulsante di prenotazione: per un’attività locale spesso raccontano più dei soli moduli inviati.

In sintesi
  • Responsive non vuol dire comodo: conta se da telefono la persona riesce a chiamarti, scriverti o prenotare.
  • I segnali d’allarme: pulsante sotto la piega o troppo piccolo, popup, moduli lunghi, numeri non cliccabili, pagine lente.
  • Il test dei dieci secondi: cosa offri, per chi, dove lavori, come ti si contatta.
  • L’indizio nei dati: molte visite da smartphone e poche azioni dicono dove si interrompe il percorso.

Se vuoi capire dove il percorso mobile si interrompe, prenota una call in regalo. Facciamo insieme il tragitto che dovrebbe compiere un cliente e individuiamo le correzioni che possono recuperare richieste senza rifare tutto il sito.

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Marika Gullo

Scritto da

Marika Gullo

Consulente di marketing digitale e strategist della customer experience. Parte sempre dalla customer journey: chi è il cliente ideale, dove ti cerca e cosa lo frena dall'acquistare. Si è formata in UX/UI design, e porta quello sguardo in ogni punto di contatto con il brand.

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