“Eh ma io ho l’elemento differenziante: lavoro solo io, niente operai, qualità garantita.” Bene. Bravo. Ma quello non è il tuo posizionamento. È un dettaglio. Importante, magari, però è una cosa diversa. E confondere le due cose è uno degli errori che vediamo più spesso, anche da gente in gamba.

Posizionamento ed elemento differenziante non sono sinonimi. Sono due piani diversi che lavorano insieme, come il telaio e il motore di una macchina. Capire la differenza ti cambia il modo di comunicare, e si lega a perché senza posizionamento non sei nessuno. Per il quadro completo, leggi la guida al brand positioning. Te la spieghiamo senza salire in cattedra.

Il posizionamento è la casella. Il differenziante è il motivo

Mettiamola così. Il posizionamento è la casella che vuoi occupare nella testa del cliente: chi sei, per chi, per quale problema. È la risposta alla domanda “quando dovrei pensare a te?”.

L’elemento differenziante, invece, è il motivo concreto per cui dovrebbero scegliere te e non l’altro che occupa una casella simile. È la risposta a “perché proprio tu?”.

Esempio veloce. Posizionamento: “il forno di Imola per chi vuole pane a lievitazione naturale”. Differenziante: “lievito madre di 40 anni, niente lieviti chimici”. Vedi? Il primo dice dove stai nella mente della gente. Il secondo dice perché sei meglio degli altri che stanno lì vicino. Servono tutti e due, ma in quest’ordine.

Perché in tanti li confondono (e si fanno male)

Il pasticcio classico è questo: uno trova una sua particolarità — “lavoro a mano”, “uso solo materiali italiani”, “rispondo sempre io” — e la usa come se fosse tutta la sua strategia. Mette quella frase sul furgone, sul sito, ovunque, e pensa di aver fatto marketing.

Il problema è che un differenziante senza posizionamento è come una freccia senza bersaglio. Bellissima, affilata, ma tirata a caso. Senza una casella chiara nella testa del cliente, il tuo “tratto unico” è solo una caratteristica in più che nessuno ha chiesto. Vediamo gli intoppi più comuni:

Prima la casella, poi il motivo

L’ordine corretto è sempre lo stesso, e cambiarlo è l’errore numero uno. Prima decidi il posizionamento: quale casella nella mente vuoi occupare. Poi tiri fuori il differenziante giusto per difenderla e renderla credibile.

Prendi un’officina. Posizionamento scelto: “l’officina di Imola per chi vuole sapere in anticipo quanto spende, senza sorprese in fattura”. Una volta fissata la casella, il differenziante diventa ovvio e potentissimo: “preventivo scritto prima di toccare la macchina, e se sforiamo paghiamo noi la differenza”. Vedi come il differenziante serve il posizionamento invece di vagare per conto suo?

Se invece quell’officina partisse dal differenziante a caso (“abbiamo i ponti sollevatori nuovi”), non andrebbe da nessuna parte: a chi importa dei ponti? Il cliente vuole una cosa sola, sentirsi al sicuro e sapere a cosa va incontro. La casella viene prima.

Stessa logica per un parrucchiere, per dire. Casella: “il salone di Imola per chi non ha tempo da perdere e vuole entrare e uscire con un appuntamento preciso”. Differenziante che la difende: “orari serali fino alle 21 e prenotazione online, zero attese in poltrona”. Il differenziante regge la casella come un puntello regge il muro. Tolto il muro, il puntello non puntella niente. È sempre questa la storia: l’idea unica non vale per quanto è originale, vale per quanto serve la posizione che hai scelto.

Una prova del nove che puoi fare oggi

Vuoi capire se hai confuso le due cose? Rispondi a queste due domande, separate:

Le due risposte devono incastrarsi: il differenziante deve rendere credibile la casella. Se non si parlano, hai due pezzi sparsi e nessuna strategia.

Da dove si parte davvero

Il novanta per cento del lavoro sta nel decidere la casella, perché da lì discende tutto: che differenziante valorizzare, come parlare, che prezzo fare, persino che lavori scegliere. Per questo conviene partire dal posizionamento del brand e solo dopo limare il differenziante: l’ordine inverso fa perdere tempo e soldi.

È esattamente il filo conduttore della brand strategy: prima si sceglie la casella nella mente del cliente, poi si costruisce il motivo per cui sei tu — e solo tu — a meritarla. Una cosa per volta, ma nell’ordine giusto.

In due parole

Il posizionamento è dove vivi nella testa della gente. Il differenziante è la ragione per cui ti ci tieni stretto il posto. Non sono la stessa cosa e non vanno mai a braccetto senza un ordine: prima la casella, poi il motivo. Sbaglia l’ordine e hai una freccia bellissima tirata nel buio.

Scritto da

Luca Masrè Passaro

Fondatore di Marketing Romagnolo, la web agency di Imola. Autore del libro «Manuale di sopravvivenza» e voce dell'omonimo podcast. Aiuta le attività del territorio a farsi trovare su Google e a trasformare l'attenzione in clienti veri.

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