“Ho un video, lo metto sul sito e lo butto anche sui social, così risparmio.” Sembra ragionevole. È lo stesso ragionamento di chi va a un funerale con le infradito perché tanto sono scarpe. Tecnicamente sì, sono scarpe. Ma il contesto urla che qualcosa non torna.

Il video per il sito e il video per i social sono due animali diversi. Stessa specie, abitudini opposte. Usare l’uno al posto dell’altro non è un risparmio: è uno spreco mascherato da furbata. Vediamo perché, e soprattutto come averli entrambi senza svuotare il portafoglio.

Due persone diverse, due momenti diversi

La differenza non sta nella telecamera. Sta in chi guarda e perché.

Chi arriva sul tuo sito ti sta già cercando. Ha digitato qualcosa, ti ha trovato, è entrato. È in modalità “valuto se fidarmi”. Ha pazienza, vuole capire, è pronto a darti trenta o sessanta secondi seri.

Chi ti incontra sui social non ti stava cercando per niente. Stava scrollando tra la foto del gatto e il meme dell’amico, e tu sei spuntato in mezzo. Non ha pazienza, non ha chiesto te, e il pollice è già pronto a buttarti via. Hai tre secondi per fermarlo, non uno di più.

Il video per il sito: l’agente immobiliare paziente

Sul sito il video lavora per convincere e rassicurare. Chi è arrivato fin lì è interessato: ora gli devi togliere i dubbi.

Un buon video sulla home può anche aiutare il posizionamento su Google: le pagine con video tendono a piazzarsi meglio, e la gente ci resta più a lungo. Due piccioni con una fava.

Il video per i social: il venditore che ferma il passante

Sui social il video ha un solo lavoro all’inizio: non farsi saltare. Tutto il resto viene dopo.

Lo schema che chiarisce tutto

Per fissarlo in testa, tienilo così:

Il social attira il passante, il sito chiude la trattativa. Sono due tappe dello stesso viaggio, non due copie della stessa cosa. Mettere il video da sito sui social è come urlare un discorso elegante in mezzo a una sagra: bello, ma non lo sente nessuno. E se il video, anche quello giusto, non lo guarda nessuno, il problema spesso è la distribuzione, non il girato.

La buona notizia: una ripresa, tanti video

Qui arriva la parte che fa sorridere il commercialista. Non devi girare due volte. Da una sola giornata di riprese ben pianificata escono entrambi i mondi.

Si gira il materiale, poi in montaggio si confeziona la versione lunga e orizzontale per il sito e si tagliano le clip verticali e corte per i social. Stesso girato, due strumenti diversi, due lavori diversi. Il segreto è deciderlo prima di accendere la camera: chi pensa alla distribuzione già in fase di ripresa porta a casa il doppio dei contenuti con la stessa fatica.

Per questo conta con chi lavori. Un videomaker a Imola che ragiona da marketer, e non solo da tecnico, gira pensando già ai due formati e ti consegna un kit pronto per sito e social. Se vuoi vedere come tutti i pezzi – video, sito, social – si tengono insieme in un’unica strategia, dai un occhio ai nostri servizi.

Morale: scarpe giuste al posto giusto

Il video non è uno solo, riciclato dappertutto. Sono due strumenti che lavorano insieme: uno ti fa trovare, l’altro ti fa scegliere. Usali per quello che sanno fare e ti ripagano. Mescolali a casaccio e butti il lavoro buono che hai pagato.

Le infradito al funerale sono comode, ma fanno la figura sbagliata. Metti le scarpe giuste, ognuna al suo posto, e vedrai che si cammina meglio. E zò!

Scritto da

Luca Masrè Passaro

Fondatore di Marketing Romagnolo, la web agency di Imola. Autore del libro «Manuale di sopravvivenza» e voce dell'omonimo podcast. Aiuta le attività del territorio a farsi trovare su Google e a trasformare l'attenzione in clienti veri.

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